Dermoscopia e Timedchirurgia

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Dermoscopia  e prevenzione del melanoma


Dermoscopia

La dermatoscopia, dermoscopia o epiluminescenza, è una tecnica non invasiva rivolta alla diagnosi precoce del melanoma basata su uno strumento ottico chiamato dermatoscopio che permette di osservare patterns sub-cutanei non visibili ad occhio nudo favorendone il riconoscimento. Il dermatoscopio ottico è un piccolo strumento manuale basato su una lente, in grado di fornire ingrandimenti prevalentemente compresi tra le 20 e le 50 volte, appositamente illuminata con luce incidente.

 È oggi dimostrato come la dermatoscopia incrementi la sensibilità diagnostica per il melanoma rispetto alla semplice visione ad occhio nudo del 20-30% permettendo diagnosi sempre più precoci.
esame dei nei

Trattamento delle neoformazioni benigne con la diatermochirurgia


La diatermocoagulazione è una tecnica utilizzata in chirurgia estestica per l'asportazione di: Neoformazioni benigne, Verruche, Angioma rubino, Grani di Milio, Couperose, Unghie incarnite, Xantelasmi, Cheratosi, Lipomi, Callosità ecc....
Per neoformazioni benigne della cute si intende un enorme numero di lesioni differenti non di natura neoplastica.
Il loro elevato numero impedisce di elencarle tutte ma in generale possono essere classificate in funzione del loro aspetto clinico, del loro aspetto istologico e di altri fattori non correlati alla lesione ma al paziente (età, esposizione solare, sesso, etc).
Possono essere di tipo nodulare, papulare, maculare, pigmentato, subepidermico o correlate al follicolo pilifero.
Gli xantelasmi sono lesioni giallastre, di solito in forma di placca, delle palpebre e sono dovuti al deposito di colesterina. Tali lesioni solo molto raramente si correlano ad un aumento dei livelli plasmatici di colesterolo ma la loro presenza induce ad eseguire un controllo ematochimico al fine di escludere una qualsivoglia dislipidemia. Di natura benigna, tendono ad aumentare di dimensioni e di numero e, purtroppo, anche se rimossi tendono frequentemente a recidivare.
Gli angiomi rubini sono dei comuni disturbi dermatologici che colpiscono soprattutto gli individui di carnagione molto chiara e di età compresa fra i 30 e i 40 anni. E’ difficile che compaiano singolarmente, poiché sono in genere “accompagnati”, e si ritrovano in varie parti del corpo: si parla infatti di “proliferazione” dell’angioma rubino, ossia di una sua diffusione sul corpo che può avvenire soprattutto in circostanze particolari, come in gravidanza o in concomitanza con alcune patologie, come un’epatopatia. Sono causati da depositi di sangue sulla pelle, e sono dovuti in genere alla dilatazione dei vasi capillari. Non sono pericolosi, anche se possono sanguinare per urti o lesioni.
I grani di miglio, detti comunemente punti bianchi, sono delle piccole cisti a formazione cheloidea delle dimensioni di qualche millimetro che interessano le zone del viso, specie intorno ai lati del naso e occhi. Al loro interno è presente la cheratina, responsabile della forma tipicamente tondeggiante e del colore bianco-dorato.
 
Non sono pericolosi e non arrecano alcun danno alla salute dell’epidermide, ma possono risultare piuttosto fastidiosi ed inestetici. Generalmente crescono in prossimità del bulbo pilifero. A differenza dell’acne che compare in età puberale, i grani di miglio si manifestano indipendentemente dall’età. Li troviamo infatti nei neonati, nei bambini o ancora negli adulti, specie nella donna. Non vi è un’eziologia certa, ma solo diverse ipotesi possibili.
La cheratosi seborroica è un tumore benigno della pelle che si manifesta con una chiazza di colore giallo brunastro a limiti netti e dalla superficie rugosa. È una patologia molto frequente nella popolazione adulta e anziana, ed è presente in egual modo in entrambi i sessi.
 
Le cause sono ancora oggetto di studio. Come fattore di rischio è confermata la familiarità, anche per il numero e la localizzazione delle chiazze.
 
Le terapie che si utilizzano solitamente sono:
 
courettage delle lesioni senza necessità di anestesia locale (asportazione manuale mediante una sorta di bisturi con forma ad anello);
• diatermocoagulazione (applicazione di corrente ad alta frequenza concentrata in un punto);
• crioterapia (congelamento a freddo con azoto liquido).
 
Le lesioni possono essere anche ridotte tramite l’impiego di topici cheratolitici che sono in grado di sciogliere lo strato più superficiale della cute, come vaselina salicilica e creme con alte concentrazioni di urea.

Dal punto di vista diagnostico, la couperose viene riconosciuta come una lesione cutanea che si presenta con microteleangectasie diffuse, legate all'eccessiva porosità e fragilità dei capillari, che non solo perdono elasticità, ma subiscono una dilatazione tale da dipingere il volto con macchie e venature rossastre decisamente anti-estetiche.
 
La couperose non è riconosciuta tanto come un problema patologico, piuttosto come un disturbo cosmetico che affligge prevalentemente il gentil sesso; anche i maschi, comunque, riscontrano lo stesso problema, con un'incidenza pari al 20%. 

La couperose può essere trattata anche con la trap.

Il disturbo popolarmente noto come unghie incarnite è più precisamente definito - in termini medici - onicocriptosi.
 
Tipica condizione spiacevole ed antiestetica delle unghie dei piedi, l'onicocriptosi si verifica quando un angolo appuntito dell'unghia del piede penetra nella pelle provocando dolore, arrossamento ed infiammazione.
Se non trattata fin dai primissimi sintomi, un'unghia incarnita può essere la miccia d'infezioni più o meno superficiali a carico dei piedi; nei casi più gravi, l'onicocriptosi può causare dolorosissimi ascessi tali da richiedere l'intervento chirurgico.

I calli e i duroni sono strati di pelle ispessita e indurita che si sviluppano quando la cute cerca di proteggersi dall’attrito e dalla pressione; nella maggior parte dei casi i calli e i duroni colpiscono i piedi e le mani, e in particolare le dita.

Le verruche plantari sono piccole ma fastidiosissime escrescenze cutanee che originano tra le dita dei piedi o lungo la loro pianta. Sempre causate da un'infezione sostenuta dal Papilloma virus, le verruche plantari costituiscono fortunatamente un fenomeno che, per quanto irritante e spiacevole, si rivela autolimitante e facilmente curabile.

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